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Lug 2020

6% Rallye

E’ stato un po’ come catapultarsi completamente alla cieca in un viaggio nato da zero.

In moto, con l’essenziale per il campeggio caricato dietro, qualche amico e in una modalità nuova per tutti ma estremamente comoda.

Ognuno con la sua traccia .gpx, questo permette a chiunque di noi di avere il proprio passo, fare le soste che preferisce, fermarsi a fare foto e video per poi ritrovarsi tutti insieme nei punti prefissati e segnalati sulla traccia. 


Testo di Federico Campani


Giorno 1.

Il ritrovo è alla fonte del Baregno, luogo dove alcuni di noi hanno pernottato la notte prima di partire. Una volta giunti tutti li siamo partiti in direzione Campo Imperatore!

Già dopo una manciata di km si capisce a che viaggio andiamo incontro, strade fantastiche e panorami che niente hanno da invidiare ai luoghi più belli e più famosi del mondo.

Si alternano strade panoramiche  scorrevoli a strade tecniche, più lente ma a cui bisogna dare del Lei, come ad esempio la strada che sale sul monte Nerone, una strada lunga, con tanta ghiaia da riuscire a far affondare le nostre moto che, arrancando su per la salita, ci portano fino in cima al monte dove la vista è eccezionale.

Proseguiamo verso sud, la strada passa km dopo km e stupisce sempre, in men che non si dica siamo arrivati al birrificio del Catria che ci ospita per la notte.

L’accoglienza dello staff del birrificio è degna di nota, ceniamo con piatti del posto, dell’ottima birra artigianale e, per concludere la serata, facciamo due chiacchiere tra motociclisti in compagnia del proprietario del birrificio, un  giovane harleysta.

Giorno 2.

Il secondo giorno si è già in modalità “viaggio”, ti senti già più rilassato e più lontano dai pensieri della routine quotidiana. 

Passata la notte, belli mattinieri ci mettiamo in viaggio sulle nostre moto, la meta per la notte del secondo giorno è Norcia.

Ripartiamo per via asfaltata per qualche km fino ad iniziare la salita sterrata per il monte Cucco, che si rivela una delle più belle percorse in questo viaggio, è scorrevole e panoramica, la vista è veramente incredibile, arricchita poi dalla presenza di animali allo stato brado lungo la strada

Dopo una pausa fatta in cima al monte, scendiamo e facciamo km su km, il tempo vola che nemmeno ce ne accorgiamo. Le strade si fanno più tecniche, distolgono l’attenzione dal panorama ma divertono molto. 

Dopo pranzo è d’obbligo un bel momento di relax e, se avete tempo, anche un bagno al lago di Fiastra (così ne approfittate anche per lavarvi un po’ visto lo stato in cui ci arrivate al lago!) che col caldo, e con tutti quei km accumulati, sarà più che rigenerativo.

Dopo però gas a martello per il tratto off che sale verso il rifugio del Fargno! 

La strada non è delle più semplici, pietraie, ghiaia che ti fa affondare, tornanti stretti, pozzanghere insidiose e una vista da urlo. Quel tratto è uno dei più completi del viaggio, tecnico e panoramico.

La strada conduce fino al rifugio del Fargno. Sembra di essere in cima al mondo, il panorama lascia davvero senza parole. Tempo di una bevuta rigenerativa nel rifugio e si riparte alla volta di Castelluccio di Norcia.

L’arrivo a Castelluccio di Norcia non è mai banale, a vista della fioritura delle lenticchie è sempre bellissima, ogni volta stupisce come la prima volta. Li conosciamo Davide, mitico ragazzo veneto che è arrivato a Castelluccio con un super accessoriato Piaggio Si.

Tornando a noi, tempo di qualche foto classica di Castelluccio, quattro chiacchiere e ripartiamo verso Norcia dove poi passeremo la notte.

Giorno 3.

Reduci da una notte non proprio silenziosa, smontiamo il campo base per il nostro ultimo giorno di viaggio prima del rientro.

La meta finale non può che essere Campo Imperatore, al Ristoro Mucciante.

Felici e contenti di raggiungere finalmente il Ristoro Mucciante, ci mettiamo in viaggio con buoni propositi e con pensieri che si rivolgono principalmente agli arrosticini che mangeremo la sera.

Il nostro entusiasmo viene però placcato alla prima salita che ci si presenta davanti: pendenza del 20%, una salita di circa 6 km tutta con fondo fatto di un insidioso sasso smosso e ciottoli. È uno dei tratti più difficili del viaggio (ebbene si, non è il più difficile), e come era prevedibile fa parecchie vittime, tra cui il sottoscritto.

La salita sembra l’inferno, se ti fermi ripartire può essere un’impresa molto ardua. Chi meglio chi peggio arriviamo tutti in cima, io un po’ ferito nell’orgoglio a causa della caduta che ha compromesso il pieno funzionamento della mia preziosissima Honda. 

Ma guardiamo sempre avanti. I km passano, saliamo sul Terminillo belli spediti, ma una volta arrivati in cima troviamo una strada chiusa per lavori e questo ci obbliga a fare una deviazione che prevede molto asfalto.

La nostra delusione viene ripagata poi dalla pausa pranzo, una normalissima e arrangiatissima pausa pranzo in una location veramente bella, in mezzo alla natura più incontaminata. Ed è li che “Il Tracciatore” dice una frase dal significato profondo: “Non sarà mica tutto in questa maniera (difficile ndr.)”.

Dopo quella splendida citazione, ci ritroviamo in una discesa interminabile, ghiaia e ciottoli ci trascinano giù piano piano mentre noi preghiamo solo di non finire nel dirupo a valle. Questa discesa che è decisamente peggio della salita precedente, che ci fa giungere alla fine tutti stremati e provati, sia fisicamente che mentalmente.

Proseguiamo km dopo km, passiamo vallate incredibili, tornanti insidiosi, strade dissestate ma niente ci ferma.

Raggiungiamo Rocca Calascio e da li iniziamo l’ultimo tratto della giornata per arrivare a destinazione.

L’asfalto ci scorre sotto velocemente, ma il luogo è talmente bello che il tempo sembra essersi fermato. Ammiri tutto quello che ti passa davanti agli occhi come se fosse qualcosa di extraterrestre e in un batter d’occhio sei arrivato e pronto a montare la tenda e cenare insieme ai tuoi compagni di viaggio.

La conclusione di un viaggio come questo non poteva andare meglio. Tra un arrosticino e una birra, e tra una birra e un arrosticino si raccontano viaggi, aneddoti e anche parecchie cavolate, ma l’importante è essere li, alla fine di un viaggio che consolida amicizie e fa fare nuove conoscenze, tutti a ridere e scherzare e a pensare già a quale sarà il prossimo viaggio.

La serata si conclude in un cornice stupenda, non ci resta che dormire e riposarsi per affrontare, il giorno seguente, un rientro a casa che lascia tutti più sereni e sempre più vogliosi di viaggiare.