I motociclisti sono gente strana. Molti sono rimasti all’uso della cartina o almeno cosi dicono quando si parla di navigatori, ma sotto sotto sappiamo che lo fanno perchè non sanno come funziona un navigatore gps.

Quello che non si conosce fa paura e di certo il prezzo di questi dispositivi tecnologici non aiuta a strappare questo cerotto.

Partiamo dagli esordi

Il GPS (Global Positioning System) ovvero il sistema di satelliti che ci permette di localizzare un punto nel pianeta, nasce nel 1973 per uso militare e solo dopo 20 anni inizia ad essere utilizzato a scopi civili.

Una grande rivoluzione per esploratori e viaggiatori di ogni sorta.

All’inizio i dispositivi erano dei semplici rilevatori che riportavano le coordinate di latitudine e longitudine, che poi andavano riportate manualmente su una mappa cartacea.

In seguito entrarono in commercio i cartografici, i primi TomTom rivoluzionarono la vita di ogni automobilista, mettendo in cantina il caro vecchio tuttocittà. 

Poi arrivarono i cellulari e da li fu un’escalation verticale.

Ad oggi i motociclisti possono viaggiare aiutati da diversi sistemi; tralasciando la cartina, che va bene se viaggiate su asfalto o in luoghi molto remoti, le alternative sono i cellulari o i navigatori stand alone (tradotto dispositivi che fanno solo quello).

I cellulari.

Possono andare bene, sono dispositivi alla portata di tutti sia economicamente che come praticità di utilizzo, ma rimangono dei cellulari.

Non sono studiati per essere tenuti accesi per lungo tempo, ne per essere ricaricati con un cavo sotto sollecitazioni continue. Lo schermo alla luce del sole non è molto visibile e se avete solo un telefono rischiate in caso di rottura di rimanere tagliati fuori dal mondo. Esistono svariate applicazioni, soprattutto per uso fuoristradistico, che lavorano molto bene, come Osmand e Locus Map, ma non sono progettate per essere usate con i guanti, quindi tasti e icone risultano poco fruibili.

Blackview A6100 e LocusMap

Navigatori stand alone.

Se invece parliamo di navigatori veri e propri, le due aziende leader rimangono TomTom e Garmin

Dall’alto, Garmin Zumo XT, Garmin 276CX e Garmin Montana 650T

TomTom.

E’ stata la prima azienda ad entrare nella vita delle persone, forse una delle prime nelle moto, ma i suoi dispositivi “rider” sono prettamente votati all’uso su asfalto e hanno spesso problemi di compatibilità con file di percorsi gpx. 

Per chi non lo sapesse il gpx è un tipo di file, standard mondiale, che contiene al suo interno tutte le informazioni di un percorso: tracce, waypoint, indicazioni, ecc.


Garmin.

Forse la più grande azienda produttrice di dispositivi di navigazione, noi conosciamo quelli per auto, moto e trekking, ma sono solo la punta dell’iceberg in quanto producono anche sistemi molto più complessi per aerei e imbarcazioni.

La serie Garmin per le moto prende il nome di Zumo. Tuttavia per molti di noi che usano la moto anche in fuoristrada, gli Zumo sono sempre stati limitanti.

Per questo molte persone, e io sono uno di questi, negli anni sono passati alla serie Montana, un dispositivo nato per il trekking, ma abbastanza evoluto per poter essere personalizzato anche per l’uso in moto.

Il neo della serie Montana però rimane lo schermo, per quanto sia touch, è di dimensioni modeste 4” con una cornice molto importante e una dimensione a “saponetta”, che lo rende più adatto ad essere tenuto in mano che su un cruscotto.

I puristi però non amavano il touch screen, allora nacque il 276CX, con uno schermo ampio da 5” e i tasti fisici, che però lo rendevano un dispositivo dalle dimensioni enormi, più indicato per barche o 4×4.

Aggiungiamo il fatto che a detta di tutti nè il Montana nè il 276CX sono dispositivi user friendly, richiedono l’uso di un computer per poter aggiornare le mappe e caricare tracce e waypoint, e non hanno nessun tipo di assistenza alla guida su strade asfaltate (ad esempio l’indicazione di svolta in autostrada).

Comunque sia entrambi i dispositivi sono ancora oggi validissimi per un uso anche professionale, ma non studiati espressamente per l’utilizzo in moto. 


Nel 2020 Garmin ha capito questo gap e ha prodotto il nuovo Zumo XT che promette di unire questi due mondi, lo si capisce dal fatto che viene venduto con precaricate sia le mappe stradali (CN Europe) sia quelle topografiche. 

E’ un dispositivo moderno, veloce, con uno schermo touch da 5,5” senza cornici (che permette lo zoom con due dita a differenza del Montana) molto sensibile al tocco, a volte anche troppo. 

Le prime cose che colpiscono sono la velocità dell’hardware, che seppur non al pari dei moderni cellulari di fascia medio alta, comunque risulta fruibile, è facile scorrere una mappa senza dover aspettare ad ogni scorrimento che venga caricata (questa lentezza tuttavia rimane con le fotografie aeree BirdsEye).

Birdseye

In secondo luogo la killer feature che probabilmente ci renderà difficile abbandonare l’XT a favore di Montana/276CX è la possibilità di utilizzare l’app Garmin Explore e Garmin Drive per inviare al dispositivo dei file gpx. Nello specifico Explore permette di avere un Cloud dei proprio dati di viaggio, facciamo un esempio: vi inviano un file gpx del prossimo tour via mail, con il cellulare aprite il file tramite l’app Explore e senza collegare direttamente il dispositivo appena sarete in moto vedrete tutte le info caricate, facile no?

Inoltre non serve più un computer neanche per aggiornare il dispositivo e le mappe, basterà avere una connessione wifi. 

Essendo un dispositivo Zumo, a differenza di Montana e 276CX ha una serie di applicazioni di entertainment e turistiche che renderanno i trasferimenti più leggeri e sicuri: gestione della musica del cellulare, possibilità di rispondere alle chiamate, informazioni turistiche da TripAdvisor e FourSquare (non capisco chi possa usarle avendole sul telefono, ma ci sono), iOverlander (un’app molto utile per trovare punti di interesse), info su traffico e velox (senza abbonamento automaticamente aggiornate tramite il cellulare), indicazioni di pericolo per strade tortuose o con animali selvatici, modalità di calcolo percorso più o meno “avventuroso”, ecc. 

Molto utili i profili, auto, moto e offroad, che permettono di essere personalizzati per meglio adattarsi al proprio stile di guida; erano presenti anche su Montana, ma qui risultano molto più pratici.

Per esempio io ho impostato sul profilo auto di poter prendere autostrade e ricalcolare in base a info su traffico, ecc. mentre su quello offroad visualizzazione 2D senza ricalcolo ne possibilità di prendere strade a scorrimento.  

Non è tutto oro ciò che luccica. Anche l’XT ha qualche difetto, forse solo dato dalla giovinezza del progetto.

In primis ci lascia un pò in dubbio il sistema di fissaggio, la staffa che rimane sulla moto è molto minimale, non invasiva se non usate il navigatore, ma l’attacco da l’idea di essere un pò debole, anche se l’abbiamo testata in 1000km circa durante il 6% RALLYE e anche su pietraie importanti è rimasto stabile. 

A sinistra la staffa del 276CX e Montana, a destra dello Zumo XT

La cosa invece che ad oggi ci ha lasciato un pò in difetto è il fatto che non si possa navigare una traccia senza trasformarla in percorso.

Quando si fa un viaggio misto ON/OFF è importante sapere ETA (Elapsed Time to Arrive, cioè il tempo previsto di arrivo) e i km rimanenti alla fine della traccia. L’XT, in quanto della serie Zumo, non permette di navigare direttamente una traccia, a differenza di Montana e 276CX, questa va trasformata in percorso e non sempre questa procedura va a buon fine, un po’ meglio se procedete alla conversione tramite BaseCamp, il software da pc di Garmin. 

Tuttavia sembra che a breve ci saranno degli aggiornamenti che miglioreranno questa procedura, ma comunque la conversione sarà sempre necessaria.

Ultima nota per noi negativa, ma che non farà la differenza per la maggior parte degli utenti, è la visualizzazione della mappa topografica: a differenza di Montana/276CX la mappa risulta molto meno dettagliata e chiara, questo in determinati incroci su strade secondarie o bianche può farci sbagliare. 

Il Garmin Zumo XT è un dispositivo completo per la maggior parte dei motociclisti.

Permette di “coccolarci” durante lunghi viaggi con musica e informazioni che ci permettono di goderci la strada senza stress, ma che ci aiuta anche se vogliamo uscire dall’asfalto, tuttavia non deve e non può essere un “sostituto” di Montana o 276CX.

Ma se siete dei fuoristradisti sfegatati, che usate la moto principalmente per fuggire dall’asfalto, forse questo non è il dispositivo che fa per voi, ma siamo sicuri che a breve Garmin ascolterà anche questi utenti 😉

Ecco il video sul Garmin Zumo XT. Che ne dite, può fare al caso vostro?

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