Era tanto che sognavo un viaggio in fuoristrada che mi portasse a raggiungere alcuni luoghi incantati sparsi nella nostra nazione.

Una volta l’anno dedico una breve vacanza a me stesso e alla mia moto, e vado scoperta di luoghi che stuzzicano la mia curiosità. In pochi giorni organizzo tutto: le tracce sono pronte già da mesi, mancava solo qualche piccolo particolare.

Una telefonata al mio meccanico di fiducia, che oltre a prendersi cura della mia stupenda e insostituibile Honda Dominator, è anche un caro amico con cui scambiare poche ma giuste parole. Come stavolta, perché mi accorgo di avere bisogno urgente di un cambio gomme: una rapida telefonata, qualche messaggio in chat e, oltre le gomme, mi ritrovo anche due compagni di viaggio.

Partire da solo un po’ mi intrigava ma allo stesso tempo so per esperienza che fare così tanto fuoristrada da solo può essere pericoloso.

Il venerdì mattina arrivo da OK Motor Alfonsine, piazzo la moto sulla pedana idraulica, e inizio insieme a Giuliano a cambiare le gomme.

Mi sento particolarmente fortunato, perché Giuliano il “maestro” mi fa partecipare alle varie manutenzioni della mia moto, cosa che mi lega ancora di più al mio Dominator.

Installiamo un bel tassellato Continental TKC80, cambio pastiglie dei freni, qualche regolazione e lubrificata qua e là, e la moto è pronta per il nostro “Viaggio Avventura 2020”.

Che figata. Parto in compagnia del mio meccanico e si aggiunge anche Loris di cui non so praticamente nulla.


Sabato.

La mattina del sabato alle 10.00 siamo in strada, io in sella al Dominator, Giuliano cavalca una specialistica, quanto scomoda, KTM 400 del 2002 e Loris la piccola Honda CRF 250 Rally.

Dopo una settantina di chilometri di asfalto, finalmente imbocchiamo i primi chilometri di fuoristrada, semplici, tanto per iniziare. I paesaggi che accompagnano i nostri primi chilometri sopra Rimini sono belli, il cielo sgombro e pulito rende tutto più leggero, anche il nostro stato d’animo.

Abbiamo l’obiettivo di arrivare in serata vicino al Lago del Trasimeno, anche perché ho prenotato l’hotel sulla piccola Isola di Polvese. I chilometri in fuoristrada passano lentamente, si viaggia sempre tra 40 e i 50 Km/h, ma a noi tutto sommato va bene così, non abbiamo fretta di bruciarci i panorami, vogliamo gustarli più a lungo possibile. Ci vuole il giusto mix tra guida e bei paesaggi.

Faccio da guida, seguo la traccia e mi occupo di verificare che i miei compagni di viaggio, oltre a non perdersi, si stiano divertendo. Ogni tanto qualche fermata, un paio di scatti, qualche battuta e il tempo passa velocemente.

Qualche bel tratto più impegnativo, che affrontiamo senza esitazioni, anche perché le nostre tre piccole mono sembrano fatte apposta per il percorso.

Percorriamo Il sentiero del Beato Lando nel Montefeltro, abbastanza impegnativo, ma che ci regala in cima una vista bellissima sulla intera vallata, davanti a noi anche il Lago di Mercantale.

Poi scavalliamo in Umbria, passiamo vicino al piccolo comune di Piegaro e ci imbuchiamo subito nei boschi; siamo fortunati perché questo ci permette di non sentire troppo il caldo, godendoci l’ombra che ci accompagna nel lungo tratto che ci porta fino a San Feliciano.

Arriviamo solo alle 18, troviamo da parcheggiare le nostre moto proprio di fronte alla banchina dove parte il battello per l’Isola Polvese, e alle 19 ci imbarchiamo. Ad attenderci c’è lo staff della Fattoria Il Poggio, che ci offre un passaggio forse sull’unica auto presente sull’isola evitandoci una bella scarpinata di 900 mm per raggiungere la struttura.

Rapida doccia, e alle 20 siamo tra i primi a gustarci l’ottima cena consumata in veranda, accompagnati da una piacevole musica di sottofondo e dal bellissimo tramonto.

Domenica.

La mattina alle 9 riprendiamo il battello che ci porta alla terra ferma, e dopo poco siamo già in sella alle nostre moto.

Attraversiamo l’Umbria, una regione stupenda che ci ha regalato un bel percorso off, ma soprattutto dei panorami che sembrano studiati per regalare gioia e serenità.

Giungiamo a Lago di Corbara, qualche chilometro di asfalto per riprendere fiato, e in prossimità della località di Scoppieto riprendiamo a sporcarci su un lungo quanto bel tratto di off che ci porta nelle campagne bellissime del centro Italia, che in questo periodo splendono ancora di più per gli sconfinati campi di girasoli.

Conquistiamo il piccolo e abbandonato borgo di Catinelli di Spoleto, considerato uno dei luoghi più sperduti del comune. In cima c’è la piccola chiesa di Maria Madonna di Candelora, a cui si riesce ad accedere rimuovendo una sbarra di sicurezza.

Il piccolo borgo è in vendita, ed è utilizzato in parte da un pastore per le sue greggi. Personalmente sono affascinato da questi luoghi abbandonati che raccontano di vite passate e che l’era moderna ha reso praticamente inutilizzabili.

Arriviamo in serata nel piccolo comune di Polino (TR), dove ci attende il nostro hotel. Doccia, pizza e birra, e alle 22.00 siamo già a letto per riprendere fiato per il giorno seguente. 

Lunedì.

Ci mettiamo in sella per l’ultimo tratto di percorso, ben 250 km che ci porteranno fino a Fermo nelle Marche.

Un rapido passaggio dal gommista per sistemare lo pneumatico anteriore della mia moto che ha preso una bella botta, e in men che non si dica prendiamo subito una bella strada bianca.

Il tratto che percorriamo nelle Marche è il più bello, suggestivo per gli incredibili panorami e per la sua percentuale di off superiore al 70%. La stanchezza accumulata nei due giorni precedenti scompare.

Aumentano notevolmente le soste, perché abbiamo voglia di immortalare le continue bellezze che attraversiamo. Siamo quasi sempre su tratti “aperti” che ci permettono di ammirare dall’alto le vallate. Viaggiamo spesso lungo il confine tra Umbria e Marche, basterebbe solo qualche decina di metri per trovarsi in una o nell’altra regione.

Passiamo vicino al comune di Cerreto di Spoleto, per risalire un tratto nel bosco che ci porta fino alla località Caseggi. Proseguiamo e siamo sulla vetta del monte Vermenone a 1.360 m s.l.m., dove ci fermiamo per più di mezz’ora per ammirare l’incredibile bellezza di queste zone.

Lunga e abbastanza impegnativa la discesa per scendere dal monte, fortuna che abbiamo affrontato il viaggio con dei mono, fossimo stati con le solite maxi-enduro qualche “spaghetto” in più ce lo saremmo preso.

Nel tardo pomeriggio arriviamo nel comune di Fermo (Marche), felici e contenti del nostro bel viaggio terapeutico post-covid. 


Le nostre moto, pur con qualche anno oramai, almeno per la mia Honda e per la KTM di Giuliano, si sono comportate alla grande, zero problemi e ci hanno permesso di affrontare senza grosse difficoltà anche qualche bel tratto di fuoristrada.

Un buon risultato anche per nuovissima Honda CRF 250 Rally, se la facessero anche con un bel 600 cc di cilindrata potrebbe rendere felice tanti in cerca di una valida dual.

Grazie agli amici di viaggio Giuliano e Loris.